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Cenni Storici

Repubblica Italiana

Il 2 giugno 1946, dopo venti anni di fascismo e cinque anni di guerra, gli italiani votano il referendum per decidere tra Repubblica e Monarchia. Il 54,3% degli elettori sceglie la Repubblica decretando, con un margine di 2 milioni di voti, la fine della Monarchia e l’esilio dei Savoia. Viene eletta anche l’Assemblea Costituente, con il compito di scrivere la nuova carta costituzionale, frutto dei valori della Resistenza e dell'antifascismo. Finita la guerra, dunque, l’Italia si incammina verso la ricostruzione, che è sia materiale – città, case, impianti industriali e infrastrutture stradali e ferroviarie distrutte dai combattimenti e dai bombardamenti aerei – sia istituzionale, dopo gli anni del regime fascista. Negli anni del centrismo, l'Italia vive il periodo del cosiddetto "miracolo economico".
La prima festa della repubblica non si tenne il 2 Giugno, ma nacque spontaneamente tra il 10 e l’11 giugno 1946 dopo che i risultati del referendum erano stati resi noti dal presidente della Corte di Cassazione Giuseppe Pagano. In quell’anno il 10 giugno ricorreva nella memoria collettiva più come l’anniversario dell’assassinio di Matteotti, ma la coincidenza ebbe l’effetto di assegnare un valore simbolico ancora più forte alla nascita della Repubblica antifascista. Dall’anno successivo si scelse un’altra data simbolica forte per celebrare la festa della Repubblica: il 2 giugno data in cui si tenne il referendum istituzionale, ma anche anniversario della morte di un grande repubblicano come Giuseppe Garibaldi.
La
Costituzione della Repubblica italiana è la legge fondamentale e fondativa dello Stato italiano. Fu approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata dal capo provvisorio dello Stato il 1947. Fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948.
L'introduzione della lira italiana va fatta risalire, come per il tricolore, al periodo napoleonico. La lira venne adottata alla seconda campagna d'Italia con la ricostituzione della Repubblica Cisalpina come Repubblica Italiana (gennaio 1802), trasformatasi poi nel (marzo 1805). Le prime emissioni dalle zecche di Milano, Bologna e Venezia si ebbero nel 1807, con monete da 40, 5 e 2 lire; l'anno successivo vennero coniate anche monete da 20 lire e da 1 lira, caratterizzata da un peso di 5 g ed un titolo d'argento di 900/1000. La lira napoleonica null'altro era se non la versione locale del franco francese, cui corrispondeva perfettamente per forma, peso e valore.
Dopo la fine del Regno d'Italia nel 1814, la lira rimase presente solo nel Ducato di Parma con l'introduzione della monetazione decimale da parte della duchessa Maria Luisa d'Asburgo - Lorena, che emise tagli delle monete da 1, 2, 5, 20 e 40 lire, e nel Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele I .


Nel 1861, con la riunificazione dell'Italia sotto i Savoia, la lira torna ad essere la valuta italiana. Curiosamente la prima moneta espressamente denominata una lira italiana non era stata però emessa in territorio piemontese, bensì nel dicembre 1859 ad opera del Governo Provvisorio della Toscana. Dal 24 agosto 1862 la lira ebbe corso legale e sostituì tutte le altre monete circolanti nei vari stati pre-unitari. A causa della crescita del debito pubblico susseguente all'unificazione, nel 1866 per la lira viene stabilito il corso forzoso, con una limitata convertibilità ristabilita nel . Nel 1893 viene messa in liquidazione la Banca Romana e creata la Banca d'Italia, con una copertura aurea di almeno il 40% delle lire in circolazione.
Il 1º gennaio 1999 entrò in vigore l'euro, il cui tasso di cambio irrevocabile con la lira era stato fissato il giorno precedente. Da quel momento la lira rimase in vigore solo come
espressione non decimale dell'euro, anche se monete e banconote continuavano ad essere denominate in lire. Per tutte le forme di pagamento "non-fisiche" (trasferimenti elettronici, titoli, ecc.), invece, da quella data si adottò solo l'euro. Il 1999 fu anche l'ultimo anno in cui la zecca coniò ed emise le monete per la comune circolazione denominate in lire per l'anno 2000 e 2001.




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