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Lecce

La città

La città di Lecce
"l'Atene della Puglia"


Si suppone che le origini della città di Lecce risalgano al V sec. a.C., in quanto furono rinvenuti dei bassorilievi appartenenti a quell’epoca; una leggenda però, ne attribuisce la nascita attorno al 1.200 a.C. per opera di Malennio, subito dopo la distruzione della città di Troia. Malennio quindi, in base alla leggenda, fu il primo a dominare Lecce, e ad introdurre nella città la cultura Greca.
Sybar fu il primo nome dato alla città di Lecce, mentre il nome Lupiae le fu attribuito successivamente, sotto la dominazione degli Japigi. In questo periodo tra l’altro, la città fu chiamata in diversi modi, fino ad arrivare all’ormai conosciuta “Lecce”.
Durante il dominio romano, Lecce conobbe un forte sviluppo economico ed edilizio
: le tracce di questa dominazione le possiamo trovare ad esempio nello stemma della città, che raffigura un lupo ai piedi di un albero di Leccio. Con la caduta dell’impero di Marco Aurelio, però, la città cominciò un lento declinio, causato dalle successive dominazioni, Ungari, Slavi, Longobardi, ma con l’arrivo dei Normanni intorno all’anno 1000, Lecce ricomincia a rifiorire. Diventa Contea grazie a Roberto il Guiscardo e successivamente capoluogo del Salento.
E’ nel‘600 che sorgono la maggior parte degli edifici religiosi e civili, caratterizzati da un tipo singolare di architettura e scultura che non trova esempi in nessuna altra parte del mondo: il
barocco leccese. Sfruttando le possibilità decorative offerte dalla pietra leccese - un calcare omogeneo e compatto, facile da lavorare grazie al certosino lavoro di abili scalpellini - si è dato origine a degli autentici capolavori da sembrare merletti o gioielli in filigrana. Il barocco leccese è tipico per l’elegante compostezza delle forme rinascimentali e la ricchezza degli elementi decorativi: balaustre, trafori, colonne tortili, nastri di fiori e frutta svolazzanti, che traggono ispirazione dalla cultura agricola contadina e dai motivi classici delmondo colto. La città conserva numerose testimonianze delle varie epoche: dalle suppellettili vascolari alle ceramiche messapiche, dal Teatro Romano eretto sotto gli Antonini, al grandioso Anfiteatro risalente al secondo secolo dell'era cristiana rinvenuto nel 1900 in occasione dell'abbattimento di alcuni vecchi edifici decretato nel 1906 monumento nazionale da Re Vittorio Emanuele III; dal Duomo (1144), completamente rifatto dal 1659 al 1670, alla mole del convento di San Giovanni di cui fa parte il più prestigioso monumento d'epoca normanna: la Chiesa di San Niccolò e Cataldo del 1180, che fonde genialmente gli stili romanico, bizantino e moresco. Al Rinascimento risale la Chiesa di Santa Croce (1532) che accolse successivamente nella sua grandiosità anche elementi barocchi di un ardito virtuosismo plastico (1606-1689). Al periodo barocco appartengono altresì il Convento dei Celestini, il Seminario Vescovile, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa del Rosario, la Chiesa di Santa Teresa, incompiuta. Tra gli edifici militari, la Torre di Belloloco (XIII-XIV secolo), la poderosa Torre del Parco (1419), il superbo Castello Angioino (1539-1549) ed il cinquecentesco Arco di Trionfo (1548) in onore di Carlo V. Proprio grazie ad esso, nsi deve la costruzione dell'ultima cinta muraria, di forma trapezoidale, ben conservata. Né vanno infine dimenticati alcuni antichi edifici del patriziato locale, tra cui troviamo i Palazzi Adorno, Palmieri, Rollo, d'Aynio, Tresca.
Per le strade del centro storico di Lecce è possibile ammirare questi stupendi monumenti di Arte Barocca, uno splendido ricordo ed una eredità di immenso valore, provenienti dal passato.

(dai siti
“leccenelsalento”, “salentu.com”, “salentourist”)

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